<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><?xml-stylesheet type='text/xsl' href='http://emigrantcorner.spaces.live.com/mmm2008-07-24_12.50/rsspretty.aspx?rssquery=en-US;http%3a%2f%2femigrantcorner.spaces.live.com%2fcategory%2fParole%2bin%2blibert%c3%a0%2ffeed.rss' version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:msn="http://schemas.microsoft.com/msn/spaces/2005/rss" xmlns:live="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/" xmlns:cf="http://www.microsoft.com/schemas/rss/core/2005" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>L'Angolo dell'Emigrante: Parole in libertà</title><description /><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/?_c11_BlogPart_BlogPart=blogview&amp;_c=BlogPart&amp;partqs=catParole%2bin%2blibert%25C3%25A0</link><language>en-US</language><pubDate>Fri, 12 Sep 2008 23:01:44 GMT</pubDate><lastBuildDate>Fri, 12 Sep 2008 23:01:44 GMT</lastBuildDate><generator>Microsoft Spaces v1.1</generator><docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs><ttl>60</ttl><cf:parentRSS>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/feed.rss</cf:parentRSS><live:type>blogcategory</live:type><live:identity><live:id>5881603862219811644</live:id><live:alias>emigrantcorner</live:alias></live:identity><cf:listinfo><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="typelabel" label="Type" /><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="tag" label="Tag" /><cf:group element="category" label="Category" /><cf:sort element="pubDate" label="Date" data-type="date" default="true" /><cf:sort element="title" label="Title" data-type="string" /><cf:sort ns="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" element="comments" label="Comments" data-type="number" /></cf:listinfo><item><title>Il mio esame d'informatica generale</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!1036.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La classe rumoreggia, anzi fa proprio un casino dell'anima. In ordine sparso, tra i banchi scalcinati e scricchiolanti, siedono un centinaio di studenti di varie fogge e misure. &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Ci sono le Matricoline, con la faccia ancora morbida d'infanzia, con la loro aura puzzolente di latte, d'ingenuità e di sicurezza nei propri mezzi. Tutte le Matricole hanno stranamente la certezza di superare l'esame d'informatica generale al primo colpo. Non badano alle terribili voci che girano riguardo il Professore, si credono migliori di coloro che gli hanno rifilato quelle voci condite d'improperi coloriti. Stanno seduti lì impettiti con i loro libri finemente sottolineati, con i loro appunti ordinati e ricopiati fino alla nausea, attendono il Professore con una diligenza che solo una Matricola può avere, vestiti con abiti lindi, appena stirati, convinti che l'apparenza, anche ad un esame scritto, conti qualcosa. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Mescolati tra le Matricoline, ma comunque ben distinguibili, vi stanno i Ripetenti. Sono normalissimi studenti abbastanza anonimi del secondo o del terzo anno, che hanno già sostenuto qualche volta l'esame e che ora si trovano a ripeterlo. Anche loro ostentano sicurezza. Hanno svolto a casa tutti i compiti precedenti a partire dal 1982, tutti divisi in annate come vini pregiati. Conoscono a memoria tutte le domande e le rispettive risposte, hanno calcolato le probabilità che esca una dato quesito con precisione chirurgica, perdendo per fare ciò ore e ore di sonno. Inutile dirlo, ma per costoro il libro è da anni un soprammobile lasciato sulla scrivania a prendere polvere. Infine ci sono i Veterani. Vengono considerati tali coloro che superano il quinto tentativo. Essi sono un gruppo a parte, omogeneo, compatto e costituiscono oltre il 50% dei presenti. Li riconosci subito, basta anche un'occhiata fugace. Stanno lontani dalle Matricole e dalla loro ostentata sicurezza, odiano mortalmente i Ripetenti e i loro deliri statistici. Il loro abbigliamento è sciatto, quasi casuale, i loro sguardi spenti e rassegnati, come quello di chi guarda un film al cinema per la decima volta. Hanno cancellato da tempo le illusioni e si aggrappano solo alla speranza d'incontrare un compito relativamente semplice, che permetterebbe loro di agguantare l'agognato 18. I loro libretti universitari sono vecchi, lisi, usurati, impolverati e di forme strane, ormai superate da tempo. Trascorrono il tempo in attesa del docente rimembrando gli esami dei tempi andati, le domande di un tempo e le risposte mai date ad esse. Tra di loro hanno una particolare autorevolezza coloro che hanno superato il decimo tentativo. Sono una razza in via d'estinzione, alcuni esemplari sono stati promossi dal Professore in un raro accesso di pietà, altri hanno abbandonato gli studi, altri ancora si sono iscritti al corso di laurea in informatica per laurearsi con 110 e lode.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Ad un tratto, come un sudario, il silenzio. Il Professore entra nell'immensa aula seguito da due ali di assistenti, quasi come una sposa con il velo. Come un esercito ben addestrato, il seguito del docente, rompe l'ordinata formazione e si schiera ai quattro lati dell'aula, posizionandosi strategicamente, quasi come cecchini con un'unica missione: colpire coloro che copiano.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il Professore ha un'aria severa, accigliata, si vede benissimo che vuole essere altrove e non in quell'aula gremita di studenti. Con gesti lentissimi, quasi come un boia che prepara la sua corda migliore, estrae dalla cartellina, che un solerte assistente gli ha porto, due corpose pile di fogli stampati. Inizia a parlare, le Matricole fremono, i Ripetenti gli fanno il verso, i Veterani tacciono. La sua voce è calma ma glaciale, sciorina le regole per sostenere l'esame lentamente, per farle assimilare ai pochissimi studenti che ancora non le conoscono. Poi come un ufficiale delle SS si aggira per l'aula, studia i volti, la disposizione, cerca d'intuire eventuali accordi e strategie stipulate dagli studenti. Il passo è lento, cadenzato, sale sugli scaloni dell'aula, silenzioso e guardingo, teso come una molla pronta a scattare. Gli studenti sono terrorizzati, anche i Veterani fremono al sentire i suoi passi. Poi tornato alla cattedra ed inizia a dettare ordini, con voce ferma e con una sapiente scelta dei morfemi. Muove dieci, quindici, venti studenti, li sposta, poi non contento, quasi come un pittore perfezionista, li sposta nuovamente. Sembra un giocatore di scacchi che muove le sue pedine. Non ha fretta, fa tutto con calma, se la posizione degli studenti non gli torna la modifica nuovamente. I suoi pensieri sembrano coerenti, ma sorge il dubbio che dietro vi sia una follia o forse frustrazione. I fogli dell'esame sono distribuiti in fretta e l'identità degli esaminandii viene vagliata con la stessa attenzione che un poliziotto può rivolgere allo spacciatore appena catturato. Sembra di assistere ad un rituale costruito ad arte, volto a sconvolgere lo studente, a privarlo di parte della sua razionalità.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt; E' il rito dell'esame d'informatica generale, un esame che spesso finisce un minuto dopo la consegna dei fogli, una prova fisica ed intellettuale che, una volta finita, a prescindere dall'esito, assomiglia più ad una catarsi che ad un esame universitario.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+Il+mio+esame+d'informatica+generale&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!1036.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!1036.entry</guid><pubDate>Tue, 01 Apr 2008 19:19:41 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!1036/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!1036.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-04-01T21:39:41Z</dcterms:modified></item><item><title>Tratto da Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!989.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;&amp;quot;...il mondo è grande ed è bello, ma è molto offeso. Tutti soffrono ognuno per se stesso, ma non soffrono per il mondo che è offeso e così il mondo continua ad essere offeso.&amp;quot;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+Tratto+da+Conversazione+in+Sicilia+di+Elio+Vittorini&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!989.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!989.entry</guid><pubDate>Thu, 31 Jan 2008 15:55:53 GMT</pubDate><slash:comments>1</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!989/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!989.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-01-31T15:55:53Z</dcterms:modified></item><item><title>Imitazione di Max Aub..</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!974.entry</link><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;Sono sempre stata una segretaria modello. Puntuale, paziente, rigorosa con tutti, colleghi e studenti. Per vent'anni, dietro quel vetro sporco ho risposto a tutte le domande degli studenti, dalle più intelligenti alle più insulse. Ma un giorno ho perso la pazienza. Un giorno caotico dove, per motivi a me sconosciuti mi sono trovata dietro l'unico sportello aperto. Davanti a me una matricola del primo anno e dietro di lei un lungo serpentone di studenti che attendevano impazienti. La sciocchina aveva dimenticato di compilare i moduli di iscrizione e aveva impiegato mezz'ora del mio tempo per riuscire nell'impresa. Al momento di passarmi quei due fogli di carta, &amp;quot;strap&amp;quot;, uno strappo fatale. &amp;quot;Non è che potrebbe darmi un altro modulo per caso?&amp;quot;. Mi chiese lei con un sorriso patetico. Mi abbassai fingendo di prendere il foglio di carta, presi dalla borsa la semiautomatica che porto sempre con me e &amp;quot;bang&amp;quot;, un colpo in mezzo agli occhi. Da quella distanza non potevo sbagliare. &amp;quot;Qualcun'altro vuole un modulo?&amp;quot; chiesi con voce pacata ai ragazzi in fila. Tutti fuggirono urlando.&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; 
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;Non è accaduto proprio questo oggi in segreteria,ma ho temuto seriamente per la mia incolumità...&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+Imitazione+di+Max+Aub..&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!974.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!974.entry</guid><pubDate>Mon, 21 Jan 2008 12:45:27 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!974/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!974.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-01-21T12:45:27Z</dcterms:modified></item><item><title>E' una strana,brutta e sporca storia...parte 2a</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!966.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;Novità e aggiornamenti sulla brutta storia dei rifiuti campani.I nostri governanti hanno pensato bene di non risolvere il problema cronico ma solo la sua manifestazione acuta,in questo caso i rifiuti depositati da tempo immemore lungo le strade. Infatti le altre regioni italiane, secondo il nuovo decreto governativo,dovranno accogliere le migliaia di tonnellate di rifiuti. Ma se fossimo in una nazione normale,formatasi attraverso una naturale genesi storica, un simile provvedimento non scatenerebbe le polemiche che in questi giorni stanno affollando le prime pagine dei giornali. In Sardegna l'esercito è dovuto intervenire per far effetuare regolarmente lo scaricamente della nave che trasportava i rifiuti,ha dovuto scortare i camion verso la discarica e ha dovuto pattugliare la discarica stessa e la villa del governatore Soru che ha solo commesso,per la popolazione sarda,l'incoscienza di accogliere i rifiuti di un'altra regione. Ed è proprio questo il punto! L'Italia non è mai diventata lo stato unitario di cui oggi ci vantiamo, non esiste lontanamente un sentimento di solidarietà nazionale, ma solo tanti piccoli interessi regionali che confliggono l'uno con l'altro. Un cittadino qualunque di questo nostro paese si sente prima Siciliano,Piemontese,Lombardo e poi eventualmente Italiano. &lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;Sotto le insegne di una bandiera tricolore in realtà si nascondono ancora il Regno delle Due Sicilie,Il Regno di Sardegna o il Granducato di Toscana.&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;In tutto questo schifo,l'unica nota positiva è che per un pò i campani potranno di nuovo godersi le loro strade senza dover attraversare catene montuose di immondizia&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+E'+una+strana%2cbrutta+e+sporca+storia...parte+2a&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!966.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!966.entry</guid><pubDate>Sun, 13 Jan 2008 20:54:59 GMT</pubDate><slash:comments>2</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!966/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!966.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-01-13T20:54:59Z</dcterms:modified></item><item><title>Monologo in Libertà</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!929.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" color="#000000" size=3&gt;&amp;quot;...Ci sono giorni in cui vorrei mandare tutto a fanculo e decidere liberamente cosa fare,con la mia testa, &lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" color="#000000" size=3&gt;ma poi mi rendo conto che non è facile e che potrei fare grandi cazzate,&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" color="#000000" size=3&gt;e allora mi fermo,rifletto,e nel frattempo lo slancio rivoluzionario mi passa.Ma sono solo deliri folli di un ragazzo che è arrivato ad un'età dove non sa più chi è,dove l'adolescenza è troppo vicina e carica di bei ricordi e dove l'età adulta incombe misteriosa e ci si sente incapaci di &lt;font color="#000000"&gt;affrontarla&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;font color="#000000"&gt;. &lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;E' il Grande Salto, la metafora perfetta del passaggio tra la gioventù e la vita adulta. E' un pò come un trampolino di Bungee Jumping, si è tutti in fila,pronti a gettarsi nel vuoto,attaccati ad un elastico fragile,uno dopo l'altro,ci si lancia,ma arriva il nostro turno,con gretti trucchi si torna indietro,posticipando il momento decisivo. E' assurdo e anche un pò ridicolo tutto questo ma è così che funziona, c'è gente che salta prima e gente che riesce a posticipare il momento del salto per anni e che si compiace di questa scaltrezza.Io non so bene quando sarà il mio turno, ma quando arriverà non sarò pronto. Nonostante abbia seguito tutta la trafila per diventare &amp;quot;uomo&amp;quot; al momento del mio salto urlerò con un pazzo e ne rimarrò stravolto. Sono cazzate enormi quelle che dicono gli educatori, la scuola superiore, l'università, dovrebbero forgiare l'uomo, prendere il ragazzo, sottoporlo a stress, esperienze e condurlo dolcemente per mano verso il suo destino di uomo. Dovrebbero fornire i mezzi per orientarsi nel mondo, la forza necessaria per prendere decisioni e assumersi responsabilità ma non lo fanno.Così non è stato per me almeno.La scuola era il luogo del caos, dove la cultura si affastellava sopra i divertimenti e la goliardia con i compagni.L'Università è stata una gabbia rigida,chiusa dalle sue regole e dal sistema che distruggeva la reale competizione limando verso il basso tutto, rendendo simili il genio e l'asino. Un mondo ovattato che ha poco a che fare con la realtà. La Laurea stessa è un cerimonioso calcio nel culo. L'autorità accademica solennemente ti comuica che hai i titoli per vivere nel mondo reale,così dopo averti conferito titoli,lauree ed onori si sbarazza di te trasformandoti in una statistica.Non voglio affermare che l'Università sia totalmente inutile ma che sia totalmente distaccata dalla realtà è un dato di fatto ahinoi doloroso, una sorta di isola di Laputa che stenta a stare in aria. C'è che mi definisce un pessimista cosmico, ma la storia è piena di pessimisti cosmici che son vissuti decentemente facendo i pessimisti,io sono solo uno in più nella lista...&amp;quot;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+Monologo+in+Libert%c3%a0&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!929.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!929.entry</guid><pubDate>Mon, 24 Dec 2007 17:30:57 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!929/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!929.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-12-24T17:30:57Z</dcterms:modified></item><item><title>Pensiero Notturno</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!925.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;E' bello svegliarsi la mattina e vedere il &amp;quot;mondo a colori&amp;quot; scoprire che i palazzi attorno a te sono tinteggiati con colori vivaci,che il cielo è striato di azzurro e di bianco,che le nuvole si muovono spinte dal vento e che li vicino c'è azzurro e imponente,il mare.Per chi come me è abituato a vivere tanti mesi l'anno nel grigiore monotono e nebbioso di Torino,tutto questo manca parecchio ed ogni volta che scendo a Messina è un meraviglioso riscoprire.E' questa la mia casa,il posto dove tornare e da dove vengo,l'unico posto al mondo in cui mi sentirò a mio agio completamente. Un pò invidio i miei amici e colleghi piemontesi,loro non dovranno mai spostarsi dalla loro terra in cerca di un lavoro e se lo faranno non sarà per bisogno ma per ambizione.Hanno l'opportunità di poter vivere la loro esistenza nel luogo dove sono nati ed è una cosa che io e molti altri ragazzi della mia età provenienti da Messina e da tutto il meridione d'Italia difficilmente avremo.Per carità a Messina la vita va avanti,si lavora,si vive la vita immersi nelle difficoltà del vivere quotidiano,ma è una vita spesso fatta di espedienti,di lavori umili e sottopagati,una vita che difficilmente conoscerà una stabilità economica ed è la vita che mi aspetterebbe se prendessi la decisione di tornare giù subito dopo la mia laurea.Non credo che lo farò,anche se il cuore chiama,le necessità pratiche vanno anche attentamente valutate.Mi son posto alcune imprescindibili condizioni per il mio rientro,cioè trovare un lavoro discretamente pagato e stabile adeguato al mio curriculum di studi.In molte città questa condizione portrebbe essere facilmente soddisfatta,non a Messina.Forse sono un pazzo o forse solo il solito idealista sognatore che vive nel mondo fatato.Come si può amare una città dove le strada hanno buche enormi che distruggono le auto? COme si può amare una città dove gli autobus sono una chimera e dove ogni tipo di servizio pubblico è allo sfascio,dove la classe dirigente pensa solo a spartirsi le briciole lasciate da altri convitati più avidi e dove i cittadini sembrano essere impassibile e ipnotizzato dallo scirocco come quelli della Nataca di Vitaliano Brancati.Come si può amare una città sporca,trascurata,violenta,caotica,intrisa di ignoranza e perbenismo ipocrita,decadente e al tempo stesso artefice della sua decadenza? Come si può amare una città così disastrata e lasciata alla deriva? Si può amare ed io,da bravo ingenuo idealista quale mi onoro di essere,la amo e soffro per quello che sto vedendo in questi anni tra le vie della mia amata Messina...&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+Pensiero+Notturno&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!925.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!925.entry</guid><pubDate>Fri, 21 Dec 2007 03:13:04 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!925/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!925.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-12-21T03:13:04Z</dcterms:modified></item><item><title>Parole in libertà</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!923.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;...Siamo qui,io e lei,su questa nave sgangherata che ci sta riportando a casa.Io e lei,come nei film romantici,a guardare il tramonto attaccati alla ringhiera cigolante. Ma la sua mano non cerca la mia, però so che mi vuole bene,i suoi occhi non cercano i miei ma so che li dentro quelle belle pupille castane c'è qualcosa,un sentimento strano nei miei confronti. Ed io che la guardo e guardo il sole, penso che le voglio bene,penso che quello che ci è successo è strano ma neanche io cerco la sua mano o riesco a guardarla neglio occhi. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Perchè? Perchè siamo due porcospini che si cercano, ci avviciniamo e ci trafiggiamo,ci allontaniamo e silenziosamente ci guardiamo negli occhii e non possiamo fare a meno di avvicinarci.Ma a quale distanza? A quale distanza dobbiamo stare per non soffrire le ferite dei nostri aculei o il dolore della lontananza? Difficile dirlo,forse impossibile saperlo. So che mi farà soffrire ed io farò soffrire lei, volontariamente o involontariamente, ma è inevitabile, io e lei siamo fatti così...&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+Parole+in+libert%c3%a0&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!923.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!923.entry</guid><pubDate>Tue, 18 Dec 2007 10:18:00 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!923/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!923.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-12-18T10:18:00Z</dcterms:modified></item></channel></rss>