<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><?xml-stylesheet type='text/xsl' href='http://emigrantcorner.spaces.live.com/mmm2008-07-24_12.50/rsspretty.aspx?rssquery=en-US;http%3a%2f%2femigrantcorner.spaces.live.com%2fcategory%2fRecensioni%2ffeed.rss' version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:msn="http://schemas.microsoft.com/msn/spaces/2005/rss" xmlns:live="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/" xmlns:cf="http://www.microsoft.com/schemas/rss/core/2005" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>L'Angolo dell'Emigrante: Recensioni</title><description /><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/?_c11_BlogPart_BlogPart=blogview&amp;_c=BlogPart&amp;partqs=catRecensioni</link><language>en-US</language><pubDate>Fri, 12 Sep 2008 23:01:44 GMT</pubDate><lastBuildDate>Fri, 12 Sep 2008 23:01:44 GMT</lastBuildDate><generator>Microsoft Spaces v1.1</generator><docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs><ttl>60</ttl><cf:parentRSS>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/feed.rss</cf:parentRSS><live:type>blogcategory</live:type><live:identity><live:id>5881603862219811644</live:id><live:alias>emigrantcorner</live:alias></live:identity><cf:listinfo><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="typelabel" label="Type" /><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="tag" label="Tag" /><cf:group element="category" label="Category" /><cf:sort element="pubDate" label="Date" data-type="date" default="true" /><cf:sort element="title" label="Title" data-type="string" /><cf:sort ns="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" element="comments" label="Comments" data-type="number" /></cf:listinfo><item><title>Non è un paese per vecchi</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!1009.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;Vincitore di quattro premi oscar &amp;quot;Non è un paese per vecchi&amp;quot; irrompe nelle sale cinematografiche come un turbine ben dosato di emozioni. Tratto dall'omonimo romanzo di Cormac McCarthy, l'ultima fatica di Ethan e Joel Coen rispecchia fedelmente il libro, la storia, il tono persino le descrizioni sono trasformate in celluloide con un sapiente uso della macchina da presa.&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;Fin dall'inizio ci si accorge che non si tratta di un film qualunque, a partire dal toccante monologo iniziale di uno dei protagonisti, lo sceriffo Ed Tom Bell, pronunciato con voce calmae stanca mentre sullo schermo scorrono le immagini del Texas più selvaggio e arido. Non una sola nota musicale, l'unica colonna sonora sono i rumori, quelli della natura e quelli dei protagonisti. &lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;La trama è quasi banale, il film si dipana su due differenti filoni narrativi. Nel primo vediamo il saldatore Llewelyn Moss (Josh Brolin) duellare a distanza con lo spietato e psicopatico sicario Anton Chigurh. Oggetto del contendere una valigetta con dentro due milioni di dollari trovata da Llewelyn per caso nel deserto, in un luogo dove poche ore prima c'era stato un regolamento di conti tra spacciatori. Durante il duello cadono sotto i colpi della pistola ad aria compressa di Chigurh parecchie persone innocenti. Ad osservare con sguardo disincantato e distaccato questa mattanza è il vecchio sceriffo Ed Tom Bell che con cinismo e svogliatezza segue a distanza la fuga di Llewelyn e l'inseguimento del suo aguzzino tentando solo all'ultimo istante di salvarlo dalla rete di assassini che gli si stava stringendo attorno. Il finale enigmatico e sorprendente spiazza lo spettatore e lo riempie di domande sul significato del film.&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;Sebbene scarno nella sua struttura, il film è ricco di simbolismi nascosti o meno e nasconde una profondità che non si coglie del tutto guardandolo una volta sola. &lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;I discorsi psicotici di Chigurh, interpretato da un maestoso Bardem e le asciutte e ciniche riflessioni dello sceriffo Bell(Tommy Lee Jones), diventano uno strumento per interrogarsi sull'effettiva crisi di valori della società contemporanea e sulla stessa esistenza umana(Chigurh uccide utilizzando una pistola usata per macellare le bestie). Una deriva morale ben espressa dai personaggi che sembra inarrestabile e che coinvolge sempre di più le giovani generazioni. I panorami deserti e aridi rappresentano una potente metafora di tutto questo, sono lo sfondo dove l'umanità del film si muove, uccide, riflette. Uno scenario privo di verde, privo di speranza quasi a voler negare un'ultima possibilità di redenzione. &lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;I fratelli Coen confezionano un film strano, poetico, nelle sue inquadrature, pessimista per i suoi contenuti, un  cinema di azione e al tempo stesso profondamente morale&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+Non+%c3%a8+un+paese+per+vecchi&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!1009.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!1009.entry</guid><pubDate>Fri, 29 Feb 2008 15:53:54 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!1009/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!1009.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-02-29T17:15:17Z</dcterms:modified></item><item><title>Leoni per Agnelli</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!970.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:125%;font-style:normal"&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=5&gt;«&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;Mai visti leoni di tal fatta comandati da agnelli. &lt;/font&gt;&lt;span style="font-size:125%"&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=5&gt;»&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:125%"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;E' questa la frase chiave che da il titolo al nuovo film di Robert Redford. Leoni per Agnelli non è un film di guerra,anche se parla di guerra è un film che narra due dialoghi che si svolgono contemporaneamente in due parti di diverse degli odierni Stati Uniti. A Washington il giovane rampante senatore Irving(Tom Cruise) illustra in esclusivaalla navigata giornalista tv Janine Roth (Merryl Streep) i nuovi piani per affrontare la guerra in Afghanistan, in California Stephen Malley(Robert Redford) docente di filosofia politica incalza il suo più promettente allievo a svegliarsi,a far qualcosa per il suo paese,a non lasciarsi travolgere dall'apatia. Ad unire questi due intensi dialoghi le drammatiche immagini di due ranger dell'esercito americano in Afghanistan,due ex allievi del professor Malley che affrontano sulla loro pelle le conseguenze delle proprie scelte.Le tre direttrici narrative si incastrano e si alternano sullo schermo con precisione millimetrica,i due dialoghi sono incalzanti,in certi momenti quasi tarantiniani.Robert Redford ci offre così uno spaccato degli Stati Uniti odierni,contrapponendo la pragmatica della politca incarnata dal senatore Irving all'idealismo di derivazione sessantottina del professor Malley,ed in mezzo i due militari, vittime simboliche di entrambi gli atteggiamenti,delle scelte del governo e delle idee di impegno di civile del loro mentore all'università. Entrambi i protagonisti hanno un interlocutore da convincere,una morale da affermare,una dicotomia che insanabile condannata a rimanere tale dal montaggio del film.&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:125%"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size=3&gt;Un film denso,intellettuale a tratti pesanti ma che sa coinvolgere lo spettatore.Redford con la sua dicotomia non risparmia critiche a nessuno,nè alla stampa troppo remissiva nei confronti di un potere mentitore,nè nei confronti delle ideologie qualunquiste del giovane studente,simbolo della gioventù americana,che trascura gli studi,l'impegno civile e la sua stessa intelligenza dietro le frivolezze. Il finale piomba sullo spettatore come una mannaia,improvviso,un finale aperto,che non dà risposte,e che apre una finestra sull futuro degli Stati Uniti.&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+Leoni+per+Agnelli&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!970.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!970.entry</guid><pubDate>Tue, 15 Jan 2008 20:47:29 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!970/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!970.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-01-15T20:47:29Z</dcterms:modified></item><item><title>Oreste Arconte – Donna Visibile Mistero</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!533.entry</link><description>&lt;div&gt; &lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=4&gt;Sensualità, erotismo, passione, questo trasuda dalle venticinque liriche che compongo la plaquette “Donna Visibile Mistero” di Oreste Arconte. Ma c'è molto altro nascosto tra i versi del poeta reggino. C'è l'amore, ispirazione e delirio di poeti e scrittori di ogni tempo e c'è la donna, vera protagonista della raccolta, rappresentata quasi come figura mitologica ma anche come un'entità reale, corporea, dotata di fascino e semplicità. Donna, vista come fiore celante al suo interno il mistero della vita, vista come sirena ammaliatrice dal canto ipnotico e ammaliante, ma vista anche come animale, come cavalla, simbolo di fertilità, di irrefrenabile e travolgente impetuosità, ma anche di eleganza e della sensualità delle forme. E l' amore visto sia nella sua dimensione platonica, fatta di piccolo gesti, d'immagini fugaci e di momenti romantici, sia nella sua dimensione sensuale, nella rappresentazione dell' “Atto sublime” visto non solo come congiunzione di due corpi, ma come fusione di due anime, come magica alchimia imperscrutabile. Due argomenti, la donna e l'amore, analizzati e descritti senza perifrasi poetiche complesse, ma con versi limpidi, semplici ed immediati, versi al tempo stesso carichi di una loro potenza evocativa aiutano il lettore ad eviscerare quel “Visibile Mistero” che si cela dietro la donna, ma soprattutto dietro il sentimento che questa figura riesce a scatenare, l'amore appunto. Oreste Arconte ci parla dunque un visibile mistero, un qualcosa al tempo stesso chiara e nascosta, un ossimoro che trova nel libro, nelle liriche, nei paesaggi e nelle figure che le compongono la sua spiegazione. Il mistero della donna ci viene descritto ma mai svelato, permea l'atmosfera della poesie, un'atmosfera evocativa che sembra guidarci attraverso la sensualità, una sottile bramosia ed un sereno benessere, ma che ci lascia sempre sulla soglia della soluzione. Ed è forse questo il vero fascino della raccolta, questo svelarsi enigmaticamente, questa capacità di emozionare il lettore con poche semplici parole, quel suo mistero nascosto dalla chiarezza del verso. Oreste Arconte ci dona venticinque piccoli frammenti di amore, venticinque minute lezioni su come l'amore dev'essere vissuto con coinvolgimento, con trasporto, senza chiedersi il perché di tanta serenità, ma semplicemente vivendo il sentimento così come viene, nel suo misterioso dispiegarsi. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;/font&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#ff0000" size=2&gt;&lt;strong&gt;Oreste Arconte - Donna Visibile Mistero, Edizione Nuovo Giangurgolo, Collana Cultura &amp;amp; Società &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+Oreste+Arconte+%e2%80%93+Donna+Visibile+Mistero&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!533.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!533.entry</guid><pubDate>Fri, 05 Jan 2007 20:38:19 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!533/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!533.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-01-05T20:38:19Z</dcterms:modified></item><item><title>Rumore Bianco - Don De Lillo</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!317.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;font color="#ff0000" size=6&gt;Rumore Bianco&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#ff0000" size=6&gt;&lt;/font&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#ff0000" size=4&gt;Di Don De Lillo&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#ff0000" size=4&gt;&lt;/font&gt; &lt;/div&gt;&amp;gt;&lt;img style="width:200px;height:300px" height=35 alt="Rumore Bianco" src="http://www.liberonweb.com/images/books/8806147277.jpg" width=121 border=0&gt; 
&lt;p&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#3366ff" size=2&gt;- E se la morte non fosse altro che suono?&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#3366ff" size=2&gt;- Rumore elettrico&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#3366ff" size=2&gt;- Lo si sente per sempre. Suono ovunque. Che cosa tremenda&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#3366ff" size=2&gt;- Uniforme, bianco&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#3366ff" size=2&gt;&lt;/font&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#000080" size=2&gt;Cos'è la morte? In quanti modi si può manifestare? Come facciamo a convivere con la paura della morte? Sono questi gli interrogativi che aleggiano tra le pagine di questo bellissimo libro.La morte affrontata in ogni sua sfaccettatura e in ogni suo risvolto psicologico viene sminuzzata e ricomposta in infiniti modi arrivando sempre alla medesima conclusione.La morte è un qualcosa di ineludile, è sempre con noi in sottofondo, come un rumore bianco appunto.In mezzo a questi interrogativi si muovono i personaggi di questo romanzo per certi versi surreale.Jack Gladney, il protagonista e voce narrante, professore emerito di studi hitleriani in un piccolo college della provincia americana.Un uomo medio la cui vita viene sconvolta dall'eposizione ad una nube tossica che lo condanna ad una morte stabilita e calcolata da un computer.Il mondo di Jack inizia a frantumarsi in mille pezzi, tutto il suo universo fatto di idee,valori e aspirazioni vacue crolla sotto l'impeto della morte vissute sempre come imminente.Jack diventa l'emblema della vacuità della moderna società consumistica e materialista,priva di veri sentimenti capace solo di costruirsi un modo fittizio pronto a crollare non appena il &amp;quot;sistema&amp;quot; si inceppa.Don De Lillo ci descrive la società moderna quindi come un deserto piatto e vuoto fatto di miseria morale e di valori inesistenti,dando un solo unico comune denominatore,la morte che alla fine viene per tutti,la morte che ci spaventa e che rimuoviamo con chirurgica precisione,la paura della morte che spinge la moglie del protagonista a finire tra le grinfie di uno scienziato senza scrupoli che sta sperimentando uno psicofarmaco per combattere quello che non si può combattere,la paura della morte appunto.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#000080" size=2&gt;Pubblicato nel lontano 1985, questo libro appare incredibilmente attuale e realistico, un'opera che deve far riflettere ma anche un'opera complessa,psicologica e allo stesso tempo scorrevole e affascinante.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font color="#000080" size=2&gt;Consigliato a coloro che avvertono con dolorosa sofferenza il crollo di tutti quei valori morali e ideologici e a coloro che vogliono passare un pò di tempo a riflettere sulla nostra società moderna sempre più asettica e vuota&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+Rumore+Bianco+-+Don+De+Lillo&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!317.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!317.entry</guid><pubDate>Tue, 21 Mar 2006 18:55:10 GMT</pubDate><slash:comments>2</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!317/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!317.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-01-18T17:48:30Z</dcterms:modified></item><item><title>Nuova Rubrica...</title><link>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!299.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;font size=2&gt;Da Oggi voglio inaugurare una  nuova &amp;quot;rubrica&amp;quot; in questo mio piccolo e umile blog... Quella delle &lt;strong&gt;recensioni&lt;/strong&gt;. Non ho la pretesa di essere chissà quale recensore ma semplicemente vi dirò, per chi avrà il tempo e la voglia di leggere, quello che penso di album (recenti e meno recenti) e libri. Oggi cominceremo con il gruppo del momento,il gruppo che sta spopolando ovunque e che sta battendo ogni record di vendite... &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=2&gt;Sto parlando degli Arctic Monkeys...&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;img style="width:200px;height:200px" height=35 alt="Arctic Monkeys" src="http://www.sonicbands.it/articoli/img/medium/sbart1138243279.jpg" width=121 border=0&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size=3&gt;Whatever People Say I Am, That's What I'm Not - Arctic Monkeys&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size=2&gt;Pompati all'inverosimile dalla stampa inglese e da migliaia di fan che, con certosina precisione hanno sparso per la rete decine di canzoni, gli Arctic Monkeys appaiono come l'ennesimo fenomeno mediatico generato da un sapiente uso di internet e dei mezzi di comunicazione in genere. La giovane band di Sheffield si è così ritrovata coperta di gloria molto tempo prima dell'esordio discografico, appunto &amp;quot;Whatever People Say I Am, That's What I'm Not&amp;quot;. &lt;/font&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size=2&gt;Cosa dire di questo album? Al primo ascolto la certezza che gli Arctic Monkeys siano solo un fenomeno costruito dai media si rivela in tutta la sua drammaticità. Per carità il disco è godibilissimo e scivola via che è un piacere, ma ha un retrogusto di già sentito e per certi versi di artefatto (vedesi certe schitarrate ritoccate per suonare grezze). &lt;/font&gt;&lt;font size=2&gt;Le canzoni si susseguono rapide e in men che non si dica si esauriscono, lasciando nella testa qualche ritornello e qualche bel riff. &lt;/font&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size=2&gt;Quindi un disco che non leva e non toglie nulla, che ha l'indubbio pregio di trasmettere un che di sbarazzino, che trasuda di semplicità e di quell'ingenuità tipica dei teenagers carichi di entusiasmo. Un bel disco di rock&amp;amp;roll e nulla più. &lt;/font&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size=2&gt;Solo il tempo e il secondo album ci daranno un'idea dello spessore di questi ragazzi o se invece gli arctic monkeys passeranno alla storia come l'ennesia &amp;quot;one hit wonder&amp;quot; band.&lt;/font&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size=2&gt;Consigliato ai &amp;quot;nuovisti&amp;quot; del rock e a coloro che vogliono svagarsi ascoltando dei simpatici ragazzi che parlano della loro vita quotidiana&lt;/font&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;/font&gt; 
&lt;p&gt;&lt;font size=2&gt;Peace&amp;amp;Love for All&lt;/font&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5881603862219811644&amp;page=RSS%3a+Nuova+Rubrica...&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=emigrantcorner.spaces.live.com&amp;amp;GT1=emigrantcorner"&gt;</description><comments>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!299.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!299.entry</guid><pubDate>Wed, 22 Feb 2006 09:52:56 GMT</pubDate><slash:comments>6</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://emigrantcorner.spaces.live.com/blog/cns!519FA78CF52D6B3C!299/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://emigrantcorner.spaces.live.com/Blog/cns!519FA78CF52D6B3C!299.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2006-02-23T21:30:13Z</dcterms:modified></item></channel></rss>